Rassegna internazionale di Mail Art

International Mail Art Exhibition


FESTA DELLA STORIA

La Storia siamo noi : conosciamoci e conosciamola


Galleria Comunale d’Arte Contemporanea 

Castel S.Pietro Terme-BO – Ottobre 2007


350 Artisti – 31 Nazioni

 

festa della storia

«Un’immagine dice più di 1.000 parole»


Sulla scia della suggestiva dialettica tra parola e immagine espressa nella citazione di Kurt Tucholsky che ho posto a titolo del mio intervento, intendo proporre  alcune riflessioni sul binomio Storia/mail art,  realtà all’apparenza molto lontane ma che rivelano inattese tangenti.

Volgiamo dapprima l’attenzione alla Storia, o meglio all’indagine storiografica: non c’è dubbio che si tratti di una ricostruzione a posteriori di vicende di un passato più o meno lontano che lo studioso compone  in una visione organica. Non sempre il passato appare loquace  a chi cerchi di interrogarlo, né tanto meno chiare sono le tracce che ci ha lasciato,  elementi di un puzzle che deve pazientemente essere ricomposto.

Questa stessa idea di una sorta di coerente frammentarietà aleggia anche nell’attuale esposizione di mail art dedicata alla Storia. L’unicità del tema proposto si frantuma infatti in rivoli interpretativi che costruiscono un unitario poliedro di senso - esattamente come le innumerevoli fonti che uno storico si trova a utilizzare - espressione a un tempo di unità e molteplicità, per cui  il confrontarsi su uno specifico tema da parte di un coro così articolato dà vita ad un racconto particolarmente ricco di sfumature. L’artista, fedele a se stesso e alla propria cifra espressiva, condivide una polifonia in cui ogni voce aggiunge un tassello personale ma al tempo stesso globale, perché il luogo del confronto è  universale.

I mailartisti, infatti, ben prima delle infinite occasioni di scambio che Internet ha reso possibile, hanno creato l’opportunità di un dialogo in cui tutti, nessuno escluso, hanno diritto di intervenire ed esprimersi. Come accade per le fonti che lo storico in ossequio al principio della imparzialità deve tutte porre in campo senza nasconderne alcuna,  così in mail art ogni artista è libero di partecipare e ha diritto di essere ascoltato, ovvero che i suoi lavori siano esposti. Questo aspetto legato alle origini della mail art  è denso di conseguenze: a livello etico, se vogliamo porci su questo piano, implica il rispetto e l’accoglienza dell’altro; a livello storico, ci porta sul “teatro del mondo” e in una dimensione temporale basata sulla molteplicità di braudeliana memoria. Le singole tessere - ovvero l’interpretazione che ogni mailartista  offre del tema dato - racchiudono infatti in sé il tempo presente della elaborazione e della fruizione ma anche un tempo medio e un tempo  lungo, emergenti nelle formule narrative prescelte, nelle simbologie e  nelle forme evocate che individuano persistenze e/o mutamenti. E tutto ciò entro un orizzonte geografico che davvero non ha confini, poiché un pregio della  mail art è proprio quello di rompere barriere e oltrepassare frontiere, sia spaziali che mentali. La Storia, allora, da spunto tematico iniziale, finisce col  rivelare inattesi addentellati col “fare” proprio della mail art, che pare avere inconsciamente assorbito il retaggio di quella “rivoluzione” che ha caratterizzato la storiografia del Novecento ed è in gran parte esplosa, cronologicamente parlando, proprio in concomitanza con l’avviarsi e il diffondersi dell’avventura mailartista.      

Un’immagine  dice certamente più di mille parole, come accade per le opere qui esposte, ma  le mille parole della Storia  ci offrono, (ri)creandola, l’immagine del  nostro mondo.


                                                                                                                Monica Miretti